Il terrorismo dell’ISIS e le complicita’ dell’occidente
Cari tutti,
sono molto triste e pessimista sulla piega che sta prendendo la situazione mondiale: preoccupata ed arrabbiata.
Vi incollo sotto un bell'articolo da Famiglia Cristiana, che vi prego di diffondere ai vostri contattI, perché, come dice giustamente l'autore, di chiacchere e bugie non se ne può più.
Solo una settimana fa il nostro premier è stato immortalato mentre stringeva sorridente la mano al re dell'Arabia Saudita, paese che è uno dei principali diretti finanziatori dell'Isis, l'organizzazione terroristica che ha ucciso a Parigi almeno 129 civili, per non parlare dei morti dell'aereo di vacanzieri russi in cui hanno perso la vita 224 persone di cui 27 bambini, il recente attentato di Beirut in Libano (dove hanno trovato la morte più di 40 tra musulmani e non) ed in misura esponenzialmente maggiore migliaia di musulmani innocenti, tra cui centinaia di donne e bambini, in Siria e in Irak. (Ecco il link a un paio di commenti sul tema "Le maggiori vittime della jihad sono i Musulmani": http://www.faenzanotizie.it/articoli/2015/10/05/brahim-maarad-lisis-non-lislam-e-noi-musulmani-ne-siamo-le-prime-vittime.html e http://www.lettera43.it/cronaca/le-vere-vittime-della-jihad-sono-i-musulmani_43675154654.htm)
E'ora di farla finita con questo scempio e scendere i piazza contro questa nostra classe politica di fantocci (Hollande in testa) supini esecutori delle ingiunzioni delle mafie e delle lobbies occidentali e orientali (perché in realtà l'unica dicotomia che è sempre esistita è tra straricchi e poveracci) che in questo caos sguazzano e fanno affari. Questi governanti inetti ci stanno mettendo tutti in pericolo. Chissà se oggi, che muoiono anche i nostri vicini di casa dalla pelle per lo più chiara e non più solo i poveracci di là dal Mediterraneo, la gente si sveglierà.
Marianna
ARTICOLO DI Fulvio Scaglione (da Famiglia Cristiana). Link: http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-terrorismo-dellisis-e-le-complicita-delloccidente/:
"E’ inevitabile, ma non per questo meno insopportabile,
che dopo tragedie come quella di Parigi si sollevi una nuvola di facili
sentenze destinate, in genere, a essere smentite dopo pochi giorni, se non ore,
e utili soprattutto a confondere le idee ai lettori. E’ la nebbia di cui
approfittano i politicanti da quattro soldi, i loro fiancheggiatori nei
giornali, gli sciocchi che intasano i social network. Con i corpi dei morti
ancora caldi, tutti sanno già tutto: anche se gli stessi inquirenti francesi
ancora non si pronunciano, visto che l’ unico dei terroristi finora
identificato, Omar Ismail Mostefai, 29 anni, francese, è stato “riconosciuto”
dall’ impronta presa da un dito, l’ unica parte del corpo rimasta intatta dopo
l’esplosione della cintura da kamikaze che indossava.
Ancor meno sopportabile è il balbettamento ideologico sui colpevoli, i
provvedimenti da prendere, il dovere di reagire. Non a caso risuscitano in
queste ore le pagliacciate ideologiche della Fallaci, grande sostenitrice (come
tutti quelli che ora la recuperano) delle guerre di George W. Bush, ormai
riconosciute anche dagli americani per quello che in realtà furono: un cumulo
di menzogne e di inefficienze che servì da innesco a molti degli attuali orrori
del Medio Oriente.
Mentre gli intellettuali balbettano sui giornali e in Tv, la realtà fa il
suo corso. Dell’ Isis e delle sue efferatezze sappiamo tutto da anni, non c’ è
nulla da scoprire. E’ un movimento terroristico che ha sfruttato le repressioni
del dittatore siriano Bashar al Assad per presentarsi sulla scena: armato, finanziato
e organizzato dalle monarchie del Golfo (prima fra tutte l’ Arabia Saudita) con
la compiacenza degli Stati Uniti e la colpevole indifferenza dell’ Europa.
Quando l’Isis si è allargato troppo, i suoi mallevadori l’ hanno richiamato
all’ ordine e hanno organizzato la coalizione americo-saudita che, con i
bombardamenti, gli ha messo dei paletti: non più in là di tanto in Iraq, mano
libera in Siria per far cadere Assad. Il tutto mentre da ogni parte, in
Medio Oriente, si levava la richiesta di combatterlo seriamente, di eliminarlo,
anche mandando truppe sul terreno. Innumerevoli in questo senso gli appelli dei
vescovi e dei patriarchi cristiani, ormai chiamati a confrontarsi con la
possibile estinzione delle loro comunità.
Abbiamo fatto qualcosa di tutto questo? No. La Nato, ovvero l’ alleanza
militare che rappresenta l’ Occidente, si è mossa? Sì, ma al contrario. Ha
assistito senza fiatare alle complicità con l’ Isis della Turchia di Erdogan,
ma si è indignata quando la Russia è intervenuta a bombardare i ribelli
islamisti di Al Nusra e delle altre formazioni.
Nel frattempo l’Isis, grazie a Putin finalmente in difficoltà sul terreno, ha
esportato il suo terrore. Ha abbattuto sul Sinai un aereo di turisti russi
(224 morti, molti più di quelli di Parigi) ma a noi (che adesso diciamo che
quelli di Parigi sono attacchi “conto l’ umanità”) è importato poco. Ha
rivendicato una strage in un mercato di Beirut, in Libano, e ce n’ è importato
ancor meno. E poi si è rivolto contro la Francia.
Abbiamo fatto qualcosa? No. Abbiamo provato a tagliare qualche canale tra
l’Isis e i suoi padrini? No. Abbiamo provato a svuotare il Medio Oriente di un
po’ di armi? No, al contrario l’ abbiamo riempito, con l’ Arabia Saudita e gli
Emirati Arabi Uniti ai primi posti nell’ importazione di armi, vendute (a loro
e ad altri) dai cinque Paei che siedono nel Consiglio di Sicurezza (sicurezza?)
dell’ Onu: Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia.
Solo l’altro giorno, il nostro premier Renzi (che come tutti ora parla di
attacco all’ umanità) era in Arabia Saudita a celebrare gli appalti raccolti
presso il regime islamico più integralista, più legato all’ Isis e più dedito
al sostegno di tutte le forme di estremismo islamico del mondo. E nessuno,
degli odierni balbettatori, ha speso una parola per ricordare (a Renzi come a
tutti gli altri) che il denaro, a dispetto dei proverbi, qualche volta puzza.
Perché la verità è questa: se vogliamo eliminare l’Isis, sappiamo benissimo
quello che bisogna fare e a chi bisogna rivolgersi. Facciamoci piuttosto la
domanda: vogliamo davvero eliminare l’Isis? E’ la nostra priorità? Poi
guardiamoci intorno e diamoci una risposta. Ma che sia sincera, per favore. Di
chiacchiere e bugie non se ne può più.
(15 novembre 2015)

